Che cosa accade a un capo quando entra davvero nella vita di qualcuno?
ASPESI ha sempre immaginato i propri capi come compagni quotidiani, pensati per attraversare le giornate, il lavoro, i cambi di stagione e di ritmo. Non oggetti da esibire, ma presenze affidabili, capaci di adattarsi con naturalezza a contesti diversi.
È questo che per ASPESI significa lifewear: capi che non interrompono la vita, ma la accompagnano.
Per il mercato giapponese, abbiamo invitato persone provenienti da ambiti differenti: creativi, professionisti, personalità con uno stile autentico, a indossare ASPESI nel loro quotidiano e a raccontarlo attraverso una serie di ritratti in stile SNAP.
Uno sguardo ravvicinato sulla realtà.
Ci sono capi che restano.
Non perché resistono al tempo, ma perché trovano il loro posto dentro di noi.
Le Icons di ASPESI nascono così: essenziali, riconoscibili, costruite per durare più di una stagione, più di un momento.
Tra queste, la Field Jacket M65 è una presenza silenziosa.
E, quasi senza accorgersene, diventa parte di chi la indossa.
SNAPS è una serie in continua evoluzione.
Un racconto aperto che osserva come i capi senza tempo si inseriscono nella vita reale, seguendo ritmi diversi, storie diverse, personalità diverse.
Perché un capo diventa davvero iconico solo quando smette di essere un oggetto e diventa parte della vita di chi lo indossa.
TOMO OUSHUYA
Nato a Tokyo nell'ottobre del 1983 e cresciuto a Kanagawa, Oshutani ha trascorso molti anni lavorando in importanti negozi, ricoprendo ruoli come assistente buyer e VMD. Nella primavera del 2024 ha lanciato CATAMARAN, un brand focalizzato sull'abbigliamento su misura. Attraverso Instagram e YouTube, condivide il suo stile personale con una fanbase in continua crescita.
“È qui che entra in gioco la Field Jacket M65 di ASPESI. È l'equilibrio perfetto: non troppo rigida come un cappotto su misura, ma comunque abbastanza elegante da indossarla sopra un completo grigio. Le M65 vintage tendono ad avere caratteristiche esagerate come ampie tasche sul petto o spalline, che possono risultare opprimenti. Ma la versione di ASPESI mantiene quel fascino maschile, pur essendo leggera e moderna, facile da indossare nella vita di tutti i giorni.”
YOICHI OWASHI
Nato nel 1984, è cresciuto in una famiglia che gestisce un'azienda agricola da generazioni nella città di Kumagaya, nella prefettura di Saitama. Attualmente lavora come agricoltore part-time, specializzandosi nella coltivazione di porri. È anche modello e creativo, alimentato dalla sua passione per la moda e la fotografia. È particolarmente affascinato dal "vero invecchiamento" che si sviluppa nei capi da lavoro e militari indossati durante le attività agricole, e condivide questa trasformazione e bellezza sui social media.
“Cerco sempre di indossare i miei abiti da lavoro preferiti mentre lavoro nei campi, per osservare come invecchiano. Per me, questo rappresenta una "sincerità emotiva" che proviene dal confrontarsi con il lavoro in modo genuino.
La Field Jacket M65 di ASPESI è realizzata in un mix di nylon e poliestere, sono curioso di vedere come si comporterà nel tempo. Quando sbuccio le cipolle, le foglie che si staccano dalla buccia con il vento colpiscono le mie braccia e fianchi, creando un invecchiamento unico, proprio come accade per i coltivatori di cipolle.
È leggera e comoda da indossare anche durante i lavori di raccolta, e il tessuto idrorepellente mi permette di tenere comodamente lo smartphone in tasca.”
Kentaro Okawara è un artista nato a Tokyo e residente a Seoul. Il suo lavoro, tra pittura e scultura, ruota intorno all’amore e alle emozioni. Si lascia guidare dalla vita quotidiana, creando in modo spontaneo e trasformando piccoli momenti e sensazioni in opere. Il suo linguaggio è semplice e diretto, aperto a diverse interpretazioni: chi osserva è libero di provare ciò che sente, senza un significato imposto. Per Kentaro Okawara, arte e vita non sono separate, ma scorrono insieme nello stesso processo creativo.
“Indossando ASPESI ho percepito una grande naturalezza: era come se lo indossassi senza nemmeno farci caso, perfettamente integrato nella mia quotidianità. Quando creo arte, non scelgo consapevolmente cosa mettere per dipingere. Spesso inizio non appena arriva l’ispirazione, seguendo lo stesso flusso anche nel modo in cui mi vesto. A volte mi accorgo persino che si sono sporcati senza che me ne renda conto, ed è proprio questo il bello, sono così confortevoli da non interrompere mai il processo creativo.”
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